06/10/2019

Da industria 4.0 verso l’industria 5.0: cosa sta cambiando?

Soltanto un decennio fa si iniziava a parlare di Industria 4.0, eppure oggi siamo alle porte di un nuovo, importante, cambiamento: la quinta rivoluzione industriale.

Prima di comprendere meglio quello che succederà nel prossimo futuro è necessario focalizzarsi sul presente: siamo ancora nell’era dell’Industria 4.0, basata sulla digitalizzazione, sull’automatizzazione industriale e sull’interconnessione dei processi produttivi.

Tutto quello che di buono ha introdotto la quarta rivoluzione è però ancora oggi screditato da un forte scetticismo: una sfiducia generale, nata dall’idea di una digitalizzazione del lavoro che andrebbe a sostituire completamente, o quasi, l’uomo.

Ma è davvero questo che sta accadendo o che accadrà con l’arrivo dell’industria 5.0?

Industria 5.0

Gli studiosi la definiscono l’evoluzione naturale dell’Industria 4.0, che domina tutt’ora il panorama di piccole e medie imprese. Questa nuova era industriale nasce dallo sviluppo di tecnologie 4.0, in particolare nei settori dell’ICT, AI e robotica, che stanno portando alla realizzazione di Cyber Physical System (CPS) e dispositivi IoT (internet of things) sempre più potenti.

L’era dell’industria 5.0 sarà quella della “Collaborative Industry”, ossia un modello di impresa caratterizzato dalla cooperazione tra macchine ed esseri umani, con il fine ultimo di dare un valore aggiunto alla produzione creando prodotti personalizzati che rispettino le esigenze dei consumatori.

Vantaggi per le imprese

I vantaggi per le imprese saranno notevoli. Attualmente l’impiego dei Cobot è limitato e la ridefinizione dell’intervento umano nei processi produttivi rappresenta ancora un possibile problema.

Nello scenario Industria 5.0 l’Empowering people, ovvero l’importanza dell’uomo nei processi automatizzati, è strategica per la qualità, l’efficienza e soprattutto per una piena attuazione dell’obiettivo di personalizzare i beni/servizi prodotti offerti alla clientela.

l’Industria 5.0 porterà le mani e le menti umane al centro della nuova manifattura. Si tratta di affidare in massima parte i lavori cosiddetti “3D” (Dull, Dirty e Dangerous) ai Cobot, e di fare intervenire l’uomo, con la sua competenza e intelligenza creativa, nella governance di queste macchine.

Conseguentemente si velocizzeranno tutti i cicli di progettazione e produzione, si migliorerà l’impatto ambientale grazie alla circular economy e si spingerà sempre di più verso la personalizzazione dei prodotti/servizi.

Il lavoro umano nell’industria 5.0

La quinta rivoluzione industriale cambierà il lavoro dell’uomo, creando quindi nuove mansioni, migliori e più specializzate. L’impiego delle intelligenze artificiali nell’industria è infatti volto a favorire i lavoratori, non ad eliminarli.

Ciò che si prevede è quindi una ridefinizione delle attività umane in un contesto di integrazione uomo-robot. In tal modo si otterranno grandi vantaggi sia per la salute e la sicurezza dei lavoratori, che per la competitività dell’azienda.