05/10/2019

Robot e Cobot: quali differenze?

Come ben sappiamo i robot non sono tutti uguali: si distinguono per dimensioni, portata, velocità, flessibilità operativa e applicativa, costo e per molte altre caratteristiche.

Vediamo nel dettaglio quali sono le differenze sostanziali tra le due tipologie presenti oggi sul mercato: i robot tradizionali e i robot collaborativi.

Per semplificare potremmo dire che i robot tradizionali e i robot collaborativi si distinguono per:

  • Flessibilità
  • Collaborazione e Sicurezza
  • Messa in opera
  • Costo

Flessibilità

L’efficienza produttiva di un robot tradizionale si misura su grandi volumi: assicura infatti grande velocità e ripetibilità, su lotti lunghi e senza variazioni di prodotto. Ma l’automazione industriale di un robot tradizionale è rigida. La flessibilità è invece il presupposto concettuale alla base di un robot collaborativo.
I cobot sono facili da spostare e da utilizzare in altri punti della catena di produzione di un’azienda. La maggior parte di questi bracci può tra l’altro essere montata su qualsiasi superficie, sia essa orizzontale che verticale, in quanto si tratta di strutture molto leggere e che si possono spostare con l’intervento di una sola persona.

La facilità di programmazione è l’altro aspetto che rende i cobot facilmente dislocabili su attività di volta in volta diverse.

 

Collaborazione e Sicurezza

Gran parte dei robot collaborativi opera senza l’ausilio di barriere di protezione intorno, a differenza dei robot tradizionali che invece necessitano di costose recinzioni per separare lo spazio dove operano da quello in cui agiscono le persone.

Nel concreto un cobot è progettato per lavorare a stretto contatto con l’uomo in totale sicurezza: esso dispone di una serie di safety native che permettono, in fase di installazione e programmazione, di pensare direttamente il processo come un’attività suddivisa fra uomo e macchina.

In un cobot è inoltre possibile impostare un’ampia gamma di sensori che ne accrescono la sicurezza, come laser scanner e sistemi di visione che registrano la presenza dell’operatore controllando movimenti e tempi di reazione del cobot. Infine si immobilizzano al minimo contatto grazie a dei sensori tecnologicamente sofisticati, ed appositamente ideati per prevenire qualsiasi pericolo alle persone vicine.

 

Messa in opera

I cobot rappresentano una soluzione pronta all’uso, in grado di potenziare linee produttive e processi, grazie alla loro velocità di messa in opera, che è la somma di diversi fattori:

  • Da un lato infatti i cobot non richiedono lunghe e costose modifiche al layout produttivo e possono essere integrati in tempi rapidi nelle aree di lavoro, date le dimensioni contenute e le safety native che li rendono sicuri anche in assenza di barriere.
  • Sono alimentati con corrente elettrica a 220 V di tensione: sono virtualmente integrabili ovunque, anche in ambienti civili.

Costo

A differenza di un robot industriale tradizionale i cobot hanno un costo molto più basso, con un ROI medio di sei mesi. Bisogna però precisare che si tratta di due strumenti profondamente diversi, nati in risposta a due diverse visioni di automazione industriale: mentre un robot tradizionale è in grado di assicurare un ritmo produttivo elevato ad alta ripetibilità, Il cobot risponde ad un’esigenza di flessibilità e di frequenti cambi di processo produttivo.

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